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La vita inLa vita inun soloun sologestogesto

Roma, 27/11/2009

 

 

Faccio ancora fatica a parlarne a raccontarlo e riviverlo nei miei occhi, nel cuore e nelle mani. Un’ emozione senza fine, senza sollievo ne’ razionalità, un secondo che da senso a tutto il resto.
Un giorno come tanti, sempre di corsa tra studio e impegni, di fretta tra fogli e caffè telefonate, autobus, panini mangiati sempre più in fretta e testa sempre più piena di date e scadenze e poi… quella telefonata quella voce e quell’uomo che con me ha deciso di condividere anima e respiri :” ciao amore senti ma venerdi 27 novembre hai da fare per caso? No perche ho appena preso i biglietti per il concerto di LAURA PAUSINI chissà forse ti interessano.” E dall’altra parte del telefono una risata, il sorriso di chi sa che era una domanda a cui non occorre risposta. Cerco di mantenere la calma, e mi dico:” ok Annalisa controllati sei per strada mantieni la calma respira a fondo, evita di dare nell’occhio, contieniti” e proprio mentre  mi ripeto le ultime parole famose un grido di gioia  esce incontrollato dal mio petto in festa.

 

27 novembre

 

E’ il giorno, finalmente è arrivato, è il giorno in cui rivedrò Laura, la mia Laura oggi la sentirò dentro di me, vicino come non mai, non sarà come le altre volte che per paura dell’accelerare del mio cuore mi accontentavo di vederla dall’ultimo anello...no, oggi no oggi il Palalottomatica si accenderà ed io sarò li dove solo i veri pausiniani possono stare, sarò  sotto il palco a dare anima e cuore alla nostra DIVINA. Faccio una veloce lista di quello che devo portare, zaino, macchina fotografica, cellulare, portafoglio, acqua, ok ci siamo ho tutto. Salgo in macchina con il cuore che già va a tremila e lui che mi guarda con gli occhi di chi sa davvero quanto grande sia quel regalo fattomi un mese prima. Solito traffico romano e io che mi stupisco ancora convinta che tutto il mondo debba collaborare alla mia fretta di arrivare da lei.

 

Ecco vedo il palazzetto, siamo arrivati, scendo dalla macchina con le gambe che fanno fatica a stare ferme, mancano ancora sei ore, ma non mi preoccupo queste ore mi serviranno per distribuire l’adrenalina a poco a poco cosi che il sistema non si arresti sul più bello e ancor prima che me ne renda conto incominciano a spingere a cantare a sorridere; le ore sono passate in un attimo stanno aprendo i cancelli stretti come sardine e felici come bambini davanti al regalo più desiderato. Strappa il biglietto e corriamo via come se stesse per scoppiare una bomba dietro di noi. Ormai non riesco a controllare più l’emozione prego solo il signore di non svenire, sono in prima fila pochi centimetri mi separano dal palco. Si spengono le luci, faccio fatica a respirare, il ritmo è scandito dal suono della batteria , il palazzetto esplode e il mio petto con lui, ogni muscolo è contratto ogni singolo centimetro del mio corpo è teso, comincio a tremare e poi… FORSE BASTAVA RESPIRARE SOLO RESPIRARE UN PO FINO A RIPRENDERSI OGNI BATTITO …

 

Lei appare da dietro il lenzuolo caduto letteralmente davanti a miei occhi, in un secondo tutto quello che si trova intorno sparisce, non sento nemmeno più le urla ne le braccia delle ragazze che mi spingono, sono totalmente rapita da lei, cosi vicina da fare quasi spavento lei la donna a cui ho dedicato pensieri, lacrime, battiti e sorrisi era li davanti a me reale e concreta come non mai. Piango,rido ,salto, urlo VIVO. Tra una canzone e l’altra prego perché questa notte possa non finire mai, perché possa continuare a vederla cosi vicina perché possa continuare a sentire la sua voce dentro il petto. Le canzoni passano una dietro l’altra e io sempre più desiderosa di restare con lei. LAURA è sul palco come la più DIVINA tra le donne che ci incanta con la sua voce con la sua energia che sarebbe in grado di dare luce ad un’intera metropoli. Non si ferma un secondo consuma metri e metri avanti e indietro sul palco salta ride ed io sempre con le braccia tese verso il cielo, con le dita a forma un cuore.

 

 

Conosco ormai la scaletta a memoria e anche se non vorrei mi rendo conto che è quasi finita la band comincia a suonare quella che tutti noi sappiamo essere la canzone che chiude i suoi concerti:” PER SCONTATO NON DO NIENTE DI QUEL CHE HO …”incomincio già a farmi prendere dalla tristezza, ma le mie braccia sono ancora in alto e le mie dita formano sempre un cuore, vedo le sue gambe fermarsi davanti a me alzo leggermente gli occhi e la vedo li proprio davanti al mio naso e ancor prima che me ne renda conto mi sorride torce leggermente le spalle come per andare via ma si ferma subito si volta nuovamente verso di me si sporge leggermente in avanti e sul suo viso si realizza un grande sorriso che le fanno diventare gli occhi piccoli e brillanti alza la mano destra e con le dita forma un mezzo cuore.

 

 

Tutti i ragazzi intorno a me si girano per capire a chi fosse rivolto quel gesto fatto da Laura e io sono ancora li con le braccia tese e le dita forma di cuore in un completo  stato confusionale. Non potevo crederci, lei si è accorta di me ed ha risposto al mio gesto. Sono esplosa in un pianto liberatorio, con gli occhi chiusi continuavo a vedere quell’immagine di lei che mi guarda; per qualche secondo i nostri occhi si sono guardati reciprocamente. E’ stato straordinario, non averi mai pensato che in mezzo a tutte quelle braccia, lei potesse accorgersi di me e del mio piccolo gesto. Tutto il mio amore è racchiuso in quel gesto e sarà quella manciata di secondi scolpiti nella mia mente che riempiranno il vuoto per i prossimi due anni e continuerò cosi a cullarmi in quel suo sorriso aspettando di poter rivivere ancora un’altra notte insieme.

 

 

ABELARDA88