Laura
Pausini:
"Sono
guerriera
senza più
rabbia"
15/11/2008 11:20
Canta in piazza di Spagna “Invece no” e scompare in lacrime
Il pop è quel meccanismo misterioso che ti fa magari non apprezzare granché una canzone, per poi ritrovarti a cantarla sotto la doccia e non riuscire più a togliertela dalla testa. A questo gioco capriccioso dell’inconscio collaborano scamorze, principi underground, e re e regine della hitparade fisica o virtuale fra le quali Laura Pausini: che con i suoi 34 anni e 40 milioni di dischi venduti nel mondo, ha un peso non male.
Ieri, per l’uscita di Primavera in anticipo, primo album di inediti da Resta in ascolto del 2004, la simpatica romagnola dal cuore grande ha riempito Piazza di Spagna con il passaparola dei fansclub, soltanto per cantare sugli scalini Invece no e scomparire subito dopo, in lacrime. Sarà stato l’impatto con l’affetto dei ragazzi fioriti di cartelli, o anche il ricordo della nonna scomparsa di recente, cui la canzone è dedicata.
Pausini è donna di emozioni e riflessioni, che apparentemente cozzano contro il suo carattere allegrone, aperto, socievole; per questo, forse, sconcertano i 14 brani del cd piuttosto seriosi in un trionfo melodico, con solo due episodi più inquieti: Primavera in anticipo, appunto, un duetto con James Blunt su musica alla Oasis, e Prima che esci, ballad quasi-rock di Grignani (con la consecutio sbagliata nel titolo, ma tant’è).
Laura, che ha messo mano alla scrittura di tutto l’album, partirà con un tour lunghissimo da Torino il 5 marzo prossimo. Nel salotto di un lussuoso hotel del centro, si racconta con la consueta spontaneità.
Che disco serione, Laura.
«Sono stati quattro anni di esperienze forti. Per scelta ho lasciato per strada persone care, altre sono scomparse: mia nonna ha esalato l’ultimo respiro mentre le tenevo la mano, un familiare è stato investito e ucciso. Questi fatti hanno cambiato le mie priorità nella vita. Ho scritto molto, ho anche avuto gioie, ho capito che sono una guerriere innamorata della vita: sono stata a lungo vittima nelle relazioni e nell’amore, e non mi piace più. Per me, nel disco ci sono le quattro stagioni dell’anno».
«Resta in ascolto» era un disco più di sfida, con umori diversi. Vendere 60 milioni di copie condiziona?
«Quando ho inciso quell’album ero arrabbiata, non voglio più essere così. Mi piacciono tutte le mie canzoni, anche quelle adolescenti mielose. Ora per la prima volta ho scritto anche musiche, con il mio compagno Paolo Carta: scrivo di notte, ce l’ho in casa, lo sveglio e gli canto le idee. E ne ho tante: vorrei fare un disco jazz, un disco di Natale, vorrei un musical».
L’amore funziona?
«Fino a 25-26 anni ero conservatrice. All’inizio ho rifiutato di essermi innamorata di un uomo che aveva già avuto una famiglia. Non potrò sposarmi in chiesa come sognavo, fra dieci mesi quando lui avrà il divorzio. E pazienza. Ma amo i suoi figli, non ho astio verso la sua ex compagna che si è riaccasata: non sono una rovinafamiglie, quando mi son messa con Paolo la loro storia era già finita. Finito l’anno di tour, penserò davvero a un figlio».
E’ tramontato il progetto di uno show televisivo con Maria De Filippi?
«Sono appena arrivata dalla promozione in Sudamerica e ci siamo accorte che c’è poco tempo. Volevo fare una cosa fra donne, con Giorgia, Elisa, Fiorella Mannoia, che sono state carinissime. Ci riproveremo».
Le chiedono della politica italiana, all’estero?
«Dopo l’Obama abbronzato, ho dovuto rispondere molti "no comment". Invece vedo che la politica continua a occuparsi zero della musica, qualunque governo ci sia. Dico io: i provider bloccano i siti porno e pedofili, non si potrebbe far la stessa cosa con la musica piratata? Il mio disco è su emule da una settimana, è una vergogna».
Carlà ripudia l’Italia dopo la storia di Obama abbronzato...
«Uno non se ne va dall’Italia per questo. Io sono felicissima di esser italiana dalla testa ai piedi, anzi andrò anche in Francia, a fare l’italiana».
Cosa si aspetta da Obama?
«E’ razzista parlare già di grande cambiamento, solo perché lui è nero. Mi piacciono il suo programma, sua moglie, la famiglia. Ma aspettiamo di vedere l’opera».