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02/01/2010 09:00

A Olbia l'ultimo concerto “live” prima della pausa di due anni


Da Invece no a Primavera in anticipo. Centodue minuti di musica e Laura sbanca il Capodanno made in Sardegna. Al Molo Brin di Olbia in sessantamila alzano le mani al cielo, e cantano, gridano, fanno foto e poi filmini. Il vento va e viene, sempre più forte. Anche la pioggia torna, ma ormai sono le due e mancano appena tre canzoni perché finisca la festa.

 

La Pausini, però, è l'unico vero uragano della notte davanti al mare, e fino all'ultimo grazie, fino all'ultima nota, tiene tutti lì, con gli ombrelli aperti, con gli occhi lucidi di felicità e di birra.

 

IL SALUTO Da Invece no a Primavera in anticipo sotto 200mila watt di fari, sopra su un palco lungo diciotto metri e largo sedici, le scalette ai lati illuminate di azzurro, il maxischermo a chiudere quel gigante d'acciaio. «Bonu annu a tottus», saluta Laura a mezzanotte e venticinque. «Siete tantissimi, siete pazzeschi», dice contando con gli occhi il suo parterre, «questa Sardegna che parla internazionale». A Olbia, per la Pausini, sono arrivati da Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Malta e Brasile. La regina della melodia col tricolore, portata in Gallura dalla R&G di Renato e Gianni Piccinnu, si cambia d'abito una volta. Via il paltò di pelle nera, avanti col trench color argento.

 

LO SHOW Laura canta e si racconta. Intona l'amore, di tanto in tanto il suo amore, e fa outing . «Questa terra è preziosa anche per me che non sono sarda. Però un sardo me lo sono fatta come fidanzato», dice imitando l'accento isolano. Paolo Carta, chitarrista e produttore, il futuro papà del baby Pausini (quando arriverà), non si scompone. Ma gli occhi di Laura, felice come una promessa sposa, lo cercano di continuo, quasi una danza della passione davanti ai sessantamila del Molo Brin. Nell'ordine arrivano gli intramontabili Ascolta il tuo cuore e Come se non fosse stato mai amore , poi l'ultimo singolo Non sono lei , e ancora un tuffo nel passato con Un fatto ovvio e Resta in ascolto . Infine un medley acustico «sulle mie canzoni più dolci», diventate una sequenza intonata in inglese, spagnolo e portoghese.

 

LE RIFLESSIONI L'omaggio a Michael Jackson, con la celeberrima Heal the world , diventa la spartiacque della notte. L'altra anima di Laura esplode ne La mia banda suona il rock , che le costa uno scivolone, mentre raggiunge la parte alta del palco. E quando è il turno di Io canto , la star di Faenza aggiunge «per l'ultima sera qui», una nota autobiografia che vale la prossima vita della Pausini. «Sì», dirà poi, «mi fermerò due anni, forse due anni e mezzo (metterà su famiglia)». Ma a Olbia continua a dare tutto, Laura: voce, grinta, energia e «l'augurio che il 2010 veda sempre le vostre mani al cielo, come in questa notte che mi ricorda San Siro».

 

I FANS Al Molo Brin i 200mila watt si spengono diciotto minuti dopo le due. Laura scompare nel buio, dopo centodue minuti di successi, compresa La solitudine e Tra te e il mare che sembra perfetta su quel palco poggiato sull'acqua, quando ormai piove a dirotto, ma la musica è finita, e i sessantamila un po' corrono, un po' ridono, un po' commentano la festa con Laura. Da Nuoro, in pullman, «perché la adoriamo troppo», sono arrivate Maria Nevina Lostia e Aurora Fois, entrambe diciottenni. «Per noi l'avventura è cominciata di mattina alle 11», racconta un gruppetto di Monti con panini e birre da discount, «più mirto, moscato e acquavite», fanno sapere Domenico, Patrizia, Damiano, Piera e Michele.


IL SINDACO Tutto bevuto, insieme all'emozione di un concerto su cui il Comune ha investito 400 mila euro, non senza polemiche e bordate politiche. «Questa gente, questa festa - si lascia andare il sindaco Gianni Giovannelli - è la prova che non abbiamo sbagliato. Faremo i calcoli nei prossimi giorni, ma Laura è stata per la nostra città un grande spot internazionale». Le terrazze che guardano al porto vecchio, dai palazzi intorno sono ancora illuminate, quando sull'erba e sul cemento del Molo Brin restano solo bicchieri e bottiglie. Laura se n'è andata via. E per almeno due anni non tornerà.

 

ALESSANDRA CARTA

L'unione Sarda

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